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Il noir parla delle differenze, tra uno sparo e l’altro

“Les Italiens” di Enrico Pandiani (Instar Libri, 2012 – Collana “in Tasca”)

Il noir di Enrico Pandiani e del suo Les Italiens (Instar libri, 2012) è teso e cruento, diviso tra i sentimenti dei personaggi e la polvere da sparo. L’autore non risparmia dettagli sanguinosi, trascinando il lettore in una vicenda coinvolgente per la propria violenza. Come spiegava in un intervento al DoraTo Festival, che si è svolto a Torino dal 21 al 23 settembre, Pandiani ha messo nel libro tutta la propria conoscenza di Parigi, dove si ambienta il romanzo, e qualche sottile venatura sulla questione dell’integrazione tra italiani e francesi in terra d’Oltralpe. Ma questo, nel libro, si percepisce poco.

L’aspetto predominante che gradualmente emerge mentre le indagini e gli spari si susseguono è più politico ed esistenziale. L’eterna contrapposizione delle differenze guida l’intreccio secondo binari prestabiliti, a totale insaputa dei personaggi. C’è il capo di una squadra di polizia “diversa”, perché composta da italo-francesi (“les Italiens” è utilizzato in tono spregiativo), che viene colpita duramente da un attacco simil-terroristico. C’è una donna “diversa”, perché transessuale, perseguitata da un sistema che non accetta ciò che non riesce a categorizzare e che Pandiani riconduce a un’ideologia politica xenofoba e squadrista; di colore nero, nerissimo.

L’unione di chi fugge dalla morte – sempre a un passo, frutto di una condanna definita a tavolino – produce un’inevitabile empatia, che inganna i personaggi stessi facendo dimenticare loro le differenze non più fisiche, bensì caratteriali, che sono gli unici veri argini a una possibile quotidianità condivisa. Il sogno si svela man mano che gli aguzzini scompaiono, uno dopo l’altro, portando con sé anche qualche sventurato amico, e lasciando i due fuggitivi soli davanti a se stessi nel momento in cui non c’è più nulla di esterno da cui fuggire. L’autore gioca con la tensione, abbassandola e alzandola a piacimento non appena il suo lettore-tipo abbozza uno sbadiglio o viene ghermito dalla tachicardia. Le colluttazioni, le sparatorie o le aggressioni sono al limite della normale sopportazione; il lettore resta incollato alle pagine e non riesce a staccarsene finché non è sicuro che i protagonisti del libro siano fuori pericolo.

Il sogno che svanisce lascia però le contraddizioni, che avvolgono ogni singolo personaggio, soprattutto gli antagonisti, e che talvolta è davvero complicato risolvere. C’è chi sceglie la via comoda della violenza, del rifiuto, dell’occultamento con ogni mezzo possibile; e chi invece si mette in discussione, vivendo male per questo, ma alla lunga trovando una soluzione, spesso inaspettata. E soprattutto, c’è chi è preparato alla contraddizione, al mettersi in discussione, e chi non l’ha mai fatto e si trova, per la prima volta in vita propria, a doverlo fare. Avviene una catarsi che colpisce non appena l’attenzione e la tensione calano, lasciando la mente finalmente libera da ogni costrizione. E così si scopre che il finale della storia può apparire scontato, forse, ma è la storia che non è scontata, anche perché la vicenda cardine non è quella, è quell’altra che si considerava un po’ meno, forse perché non era macchiata di sangue.

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