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Ora anche Tuttolibri ha la sua storia di cultura

“Raccontare cultura – L’avventura intellettuale di «Tuttolibri» (1975-2011)” a cura di Anna D’Agostino (Donzelli Editore 2011)

Esistono giornali che sono più di semplici mezzi di comunicazione e sono diventati veri e propri punti di aggregazione culturale. Uno di questi è sicuramente «Tuttolibri», inserto del sabato de «La Stampa», che nasce nel 1975 come giornale a sé stante, pur con un consistente contributo della redazione culturale del quotidiano torinese. Diventa un inserto solo in seguito.

Anna D’Agostino, giornalista pubblicista che collabora con «la Repubblica», dirige «San Salvario Magazine» ed è responsabile dell’ufficio stampa de «L’Altrofilm», ha curato un’antologia che ripercorre la storia del settimanale culturale torinese dal titolo Raccontare cultura – L’avventura intellettuale di «Tuttolibri» (1975-2011) (Donzelli Editore 2011). Un libro necessario che, con gli interventi di diversi autori e illustri collaboratori del giornale, ricostruisce un pezzo della storia culturale torinese dal 1975 al 2011.

Nelle librerie da dicembre 2011, il libro è un’utile base per dare il via a studi o ricerche successivi e più approfonditi. La cronologia è la linea guida di quest’opera, che prende per mano il lettore fino a fargli sentire l’odore della carta e dell’inchiostro ancora fresco di stampa attraverso gli anni di vita del giornale, tra polemiche, successi e sconfitte. L’introduzione di Carlo Ossola, filologo e critico letterario, fornisce la chiave interpretativa al lettore, chiarendo il contesto politico e culturale in cui il giornale nasce e muove i suoi primi passi.

Traspare però un sottile velo di malinconia nelle pagine finali, in cui si percepisce una piccola critica al valore del giornale in discesa. Un calo dovuto alle ristrettezze economiche (e a certe scelte editoriali) che hanno sacrificato la ricerca della qualità in funzione degli spazi pubblicitari. Un paradigma fin troppo diffuso nel giornalismo italiano contemporaneo.

Grande spazio è dato ai personaggi che hanno partecipato alla creazione del giornale di settimana in settimana, a partire da Alberto Sinigaglia per arrivare a Nico Orengo e Luciano Genta, solo per citarne alcuni, che rappresentano i diversi punti di riferimento in ogni periodo storico. Interessanti anche gli articoli integrali dei giornalisti più importanti per il giornale, allegati in appendice. Ma Raccontare cultura non è solo un vademecum per gli studiosi di giornalismo, perché ci dice anche che «Tuttolibri» assurge a una dignità tale da meritare di avere una propria storia.

L’opera è un prodotto di nicchia che risponde alle necessità di una ristretta fascia di pubblico, ma troverà la propria sistemazione solo come apripista per una più ampia letteratura che utilizzi gli archivi dei giornali come mezzo per aprire nuove discussioni, magari recuperando quanto di buono detto in passato. Le opere di autocompiacimento sono fini a se stesse e non aggiungono nulla all’interesse e alle conoscenze dei lettori, invece gli studi e gli approfondimenti possono rendere la storia patrimonio fruibile a un ampio pubblico, ed è questo il reale obiettivo del libro.

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