Dalla persona

Un bicchiere di assenzio per evadere

"Assenzio" di Francesca Mazzucato (Errant Editions, 2012)

Per la prima volta su questo blog parliamo di eBook. Abbiamo scelto Assenzio di Francesca Mazzucato, una scrittrice molto attiva e prolifica che si inserisce nel ramo della letteratura erotica. Il libro, pubblicato da Errant Editions, una casa editrice specializzata nella pubblicazione e distribuzione di eBook, racconta l’incontro fugace ma intenso di due amanti senza nome, che si sono incontrati per caso.

La struttura utilizzata dall’autrice ricorda molto lo stream of consciousness in cui poca importanza è data all’ordine cronologico del racconto, a fronte di una fortissima impronta emotiva che governa l’intera narrazione. La voce narrante, che coincide con la protagonista, danza tra stati d’animo momentanei, ricordi dolorosi e flashback, in un continuo alternarsi di momenti, intervallati da alcuni brevissimi dialoghi, che vanno a comporre la scena principale.

La descrizione dell’atto sessuale è paradossalmente poco rilevante, perché importanza decisamente maggiore hanno i sentimenti. Si riconosce un doppio livello emotivo nella protagonista, che pare quasi utilizzare le emozioni del momento per combattere emozioni passate – ancora vivide – sperando di soffocarle, senza accorgersi però di ottenere l’effetto opposto. L’uomo, deciso, determinato, dolce e violento, porta in dote una bottiglia di assenzio, chiaro richiamo a Oscar Wilde (dichiarato nel racconto) e simbolo di perdizione e abbandono di ogni freno inibitore.

L’assenzio è la porta da aprire per viaggiare nei propri sentimenti più reconditi nell’illusione di non restarne, nuovamente, danneggiati. L’autrice riserva grande spazio ai pensieri della protagonista, che quasi si sottomette al suo amante in nome, apparentemente, della carnalità; in realtà è tutta una sceneggiata (non a caso all’inizio si parla di “scenografia”), un modo per recitare una parte – forse – per evitare di affrontare la realtà.

Questo piccolo contributo di Francesca Mazzucato è all’inizio ingannevole, con la parvenza d’essere un semplice racconto erotico in cui la prerogativa è il sesso. Ma dopo qualche paragrafo il lettore capisce che i propri schemi interpretativi devono essere “ricalibrati”, e solo in quel momento si scopre il senso più profondo dell’opera, semplice e diretta, che è solamente una scena di vita. Ma quella vita, della protagonista, iniziamo a immaginarla per conto nostro non appena leggiamo la parola “Fine”.

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2 thoughts on “Un bicchiere di assenzio per evadere

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