Dal momento che...

Polvere sul talento

"Chiedi alla polvere" di John Fante (Einaudi, 2004)

TOGLI LA POLVERE. Nel 1939 esce in America un libro che verrà apprezzato solo parecchio tempo dopo, il cui autore venne considerato “il mio dio” nientemeno che da Charles Bukowski. Stiamo parlando di John Fante, autore italo-americano di origini abruzzesi e del suo Chiedi alla polvere (Einaudi, 2004), pubblicato inizialmente, in italiano, con il titolo di Il cammino nella polvere, tradotto da Elio Vittorini (Mondadori, 1941). Il titolo originale americano, Ask the Dust on the Road, fu cambiato in Ask the Dust in seguito al grande successo di On the Road di Jack Kerouac (uscito circa una ventina di anni dopo) per evitare confusione.

Un romanzo autobiografico in cui il protagonista, Arturo Bandini, personaggio principale di molti libri di John Fante, decide di tentare la fortuna in California dopo aver pubblicato il proprio primo racconto. La descrizione degli stati d’animo del protagonista, che vive un’altalena di emozioni tra l’entusiasmo folle e la buia depressione, il tutto condito da alcool e sigarette, nonché lo stile piuttosto spregiudicato dell’autore, hanno portato a considerare John Fante uno dei precursori della Beat Generation, anche se per raggiungere la notorietà che si merita dovrà attendere ben oltre il boom di Kerouac e compagni.

IL SOGNO AMERICANO. Bandini, in Chiedi alla polvere, è un aspirante scrittore che è ossessionato dal raccontare. Esemplare un passaggio in cui, per vicende legate alla sua tormentata relazione amorosa con Camilla Lopez, rischia di affogare in mare. Mentre il corpo si dimena per cercare la riva sfidando i cavalloni, la mente immagina già come poter raccontare la scena in un ipotetico racconto. È l’ossessione che supera le necessità reali della vita quotidiana, il desiderio che prende il sopravvento sulla sopravvivenza.

La vita sacrificata ma mai priva di vizi che conduce il protagonista, è anche uno spaccato della quotidianità ai limiti del degrado che tanti “sognatori” squattrinati portano avanti aspettando il grande salto. È l’American dream che anima i pensieri degli immigrati negli Stati Uniti dei primi del XX secolo, estrazione culturale di cui Fante è portatore: suo padre è nato in Abruzzo a Torricella Peligna (Ch), dove ogni anno si svolge un festival di letteratura dedicato a lui, e sua madre è nata negli Usa ma è di origina lucana. Quasi che a far proprio il sogno americano, come largamente testimoniato, fossero più gli immigrati che gli americani stessi. E il sogno si realizzerà, anche se piuttosto tardi, per un John Fante che morirà nel 1983 malato di diabete, divenuto completamente cieco e dopo aver subito l’amputazione delle gambe per la malattia.

RIBALTA. Questo romanzo tornerà alla ribalta grazie all’insistenza di Charles Bukowski, che riuscì a farlo ripubblicare dalla casa editrice per cui lavorava, la Black Sparrow Books, negli anni ’60. Nel frattempo Fante, già malato, era diventato un apprezzato sceneggiatore di Hollywood, ma la ripubblicazione del libro gli valse una proficua apertura verso il panorama estero e soprattutto europeo, che gli permise anche di lavorare al soldo di Dino De Laurentiis per il film Il re di Poggioreale di Duilio Coletti (Italia 1961).

Il pubblico inizia a rispolverare questo eccellente romanzo in cui emerge la determinazione di un protagonista con umili origini che, nonostante gli scarsi mezzi a disposizione, riesce comunque a produrre qualcosa di apprezzabile. Una sorta di autobiografia poiché le somiglianze tra John Fante e Arturo Bandini sono veramente molte, non è un caso che questo personaggio si riproponga in molte opere precedenti e successive. Riscoprire un autore così poco conosciuto in Italia, ma altrettanto valido quanto i suoi più noti conterranei, può aiutare a meglio collocare la letteratura della Beat Generation, e a rendere giustizia a quello che Bukowski definì “il più maledetto”. Nel 2006 il libro di cui abbiamo parlato è diventato un film, con lo stesso titolo, diretto da Robert Towne, con Colin Farrel nei panni di Arturo Bandini.

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