Dal momento che...

L’ultimo reportage di Indro

"I conti con me stesso" di Indro Montanelli (Rizzoli 2009), curato da Sergio Romano

// DIARI PUBBLICI. Per chi conosce, almeno un po’, Indro Montanelli, l’idea di leggerne i diari par quasi un torto nei suoi confronti, un’intromissione nella sua vita privata senza alcun titolo. Ma poi, leggendo l’edizione curata da Sergio Romano (I conti con me stesso, Rizzoli 2009), ci si rende conto di ciò che il curatore stesso dice nella prefazione al libro: i diari sono stati scritti da Montanelli pensandoli per il pubblico. Vi si ritrova, infatti, l’accurata ricerca stilistica di cui il giornalista toscano si è fatto portatore durante la sua lunghissima carriera.

L’attenzione alla battuta, alla frase a effetto, che ha reso Montanelli uno dei più apprezzati corsivisti e editorialisti italiani, è una linea distintiva dei suoi diari scritti tra il 1957 e il 1978. Leggendoli passa quell’imbarazzo che spesso si prova quando ci si avvicina a documenti così privati.

// RIVELAZIONI. L’accurata edizione ordinata e, soprattutto, storicamente contestualizzata dai commenti Sergio Romano, giornalista del “Corriere della sera”, è un tuffo nelle questioni politiche dell’Italia della Prima repubblica. Ne emerge un Montanelli al centro degli intrecci più riservati e importanti del Governo italiano, soprattutto nel momento in cui il giornalista, prima in veste di firma di spicco del “Corriere della sera” e poi in qualità di fondatore e direttore del “Giornale”, fa da confidente per molti personaggi influenti delle istituzioni e dell’economia italiane. Gli stessi che fanno la spola in ospedale quando viene gambizzato dalle Brigate rosse.

La scrittura palesemente rivolta ai propri lettori abituali, ma questo può emergere solo confrontando i diari con lo stile che Montanelli utilizzava nei propri articoli, fa pensare che questi scritti fossero un vero e proprio lascito per il pubblico che per tanto tempo l’ha seguito. Si trovano rivelazioni, chiarimenti e confidenze che sui quotidiani, di certo, non potevano apparire, non durante lo svolgimento di certe, delicate, modificazioni storico-politiche.

// CHIAVE DI LETTURA. Il periodo limitato fa pensare che i diari veri, quelli personali, non siano questi, ammesso che quelli privati, privatissimi, esistano. I conti con me stesso è un importantissimo strumento di interpretazione delle vicende che hanno animato la politica italiana dai tempi del boom economico alla prima metà del ’78. Forse l’ennesimo esperimento di divulgazione storica, altro impegno che ha portato avanti per tutta la vita, tramite le proprie vicende personali frutto di numerose e importanti conoscenze.

Ma tra politica e cronaca c’è spazio anche per le emozioni private. Colpiscono le numerose annotazioni sulle morti di famigliari o amici, accompagnate dai racconti della vita dei defunti. Quasi che la morte fosse, come da sua stessa ammissione, un pensiero sempre più insistente nella vita di Montanelli. L’ultimo reportage di uno dei più grandi giornalisti italiani che riesce ancora a sorprendere, emozionare e far sorridere con sarcasmo e ironia. Leggendolo, Indro non può che mancarci ancora di più.

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