Dal momento che...

Confessioni del dottor Pereira

"Sostiene Pereira" di Antonio Tabucchi (Feltrinelli, 1994)

RACCONTI DI RACCONTI. L’opera di Antonio Tabucchi comincia con un’espressione che rende opinabile l’intero racconto, quel «Sostiene Pereira…» che dà il titolo al libro e al tempo stesso sdoppia il piano narrativo. La voce narrante riporta una storia, come l’autore stesso in seguito rivela, raccontata da qualcun altro, quel tale signor Pereira che fa – faceva – il giornalista e che un giorno, sulla propria strada, ha incontrato un giovane ragazzo, Francesco Monteiro Rossi, agitato dalle passioni amorose e rivoluzionarie per la democrazia e per Marta.

È Sostiene Pereira (Feltrinelli, 1994) un libro passionale e al tempo stesso un romanzo storico. Ambientato a Lisbona nell’estate del 1938, fa muovere i personaggi nel periodo dell’imminente il trionfo delle dittature fasciste in Europa. Il testo è diventato, un anno dopo, anche l’ultimo film di produzione italiana in cui ha recitato Marcello Mastroianni, sotto la direzione di Roberto Faenza, e uno sceneggiato teatrale di Gianni Guardagli e Teresa Pedroni.

CONFESSIONI. Nel romanzo si incontrano svariate discipline, come la psicologia e la letteratura, all’interno di un contesto storico che mette in discussione persino un innocuo racconto francese dell’Ottocento che Pereira, direttore della pagina culturale del «Lisboa», aveva tradotto e pubblicato. Lo stesso protagonista si confessa attraverso ciò che pubblica, raccontando i propri tormenti di un’anima chiusa in una redazione distaccata che parla con il ritratto della moglie defunta, forse restio ad accettarne la dipartita oppure – più probabile – perché lo riconosce come unico interlocutore famigliare. Fino all’arrivo di Monteiro Rossi.

Ma è poi vero che la sezione culturale di un giornale non possa legarsi agli avvenimenti d’attualità, come il direttore di Pereira vorrebbe? La risposta è no; lo si desume nel momento in cui il protagonista si scontra con la censura, ed è quello il climax, in cui avviene definitivamente il cambiamento e Pereira, anche se ancora non se ne rende conto, passa dalla parte degli oppositori del regime. Lo si capisce da ciò che pubblica. La dittatura che vuole uniformare e appianare le persone non fa altro che crearsi dei nemici in seno, anche tra i più insospettabili.

DIECI, CENTO, MILLE PEREIRA. Tabucchi rivela che la storia è ispirata a un personaggio realmente esistito, del quale appositamente non dice il nome forse per renderla adattabile a tanti altri Pereira. La vicenda, che non raccontiamo nel dettaglio per non svelare il finale, ha nel protagonista un moto rivoluzionario – nient’altro che fare informazione alla maniera normale e democratica. Sostiene Pereira è un’opera completa e ricca di spunti di analisi, che porta il lettore nel mondo in procinto di essere devastato dalla Seconda guerra mondiale, con l’ansia di chi sa già come andranno le cose ma non può “mettere in guardia” quei personaggi del 1938, Pereira in primis, che non hanno ancora gli strumenti per capire cosa succederà, ma possono soltanto aggrapparsi alla propria idea di democrazia. Sostiene nel 1938, ma può sostenerlo anche oggi.

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