Dalla persona

Puoi sopravvivere come Chinaski

"Post Office" di Charles Bukowski nell'edizione pubblicata da TEADUE nel 2009

// VIVERE QUOTIDIANO. Spesso sottovalutiamo le piccole azioni che compiamo ogni giorno e che, sommate, compongono la nostra vita, molto più che le eccezioni, più semplici e suggestive da raccontare. Eppure la leggerezza con cui ci si muove all’interno della routine può essere vista da altre e più efficaci angolazioni, pur mantenendo il legame con la realtà conosciuta.

E così ci si può ricordare che Charles Bukowski, tra i più apprezzati scrittori del secolo scorso, passò 12 anni della propria vita a lavorare in un ufficio postale. Un periodo all’apparenza di scarso interesse, che però diventa imprescindibile per la comprensione della sua opera, che trae da quei 12 anni grandissima ispirazione grazie a una miriade di episodi, colonna portante di buona parte del lavoro di Bukowski.

// DONNE, LETTERE E CANI. Post Office viene pubblicato nel 1971 e racconta le peripezie di Henry Chinaski, celebre alter ego di Charles Bukowski, assunto dalle poste americane, che si abbandona all’alcool e al sesso con donne più sole di lui per sfuggire alla logorante routine del lavoro. Una semplice lettera da consegnare in un posto sperduto diventa una vera e propria avventura, condita di imprecazioni, bestemmie e corse per sfuggire ai cani, da sempre acerrimi nemici dei postini.

L’esplorazione che conduce Chinaski all’interno del vivere quotidiano non può prescindere dalle avventure sessuali, in cui si tuffa con incoscienza, mantenendo però quel distacco sufficiente per raccontare con lucidità e cinismo ogni momento vissuto. Dietro alla noia fatta di sacche di cuoio piene di missive e furgoni subissati da guasti e intemperie, si scopre un mondo fatto di depressione, frustrazione e solitudine raccontate con ironia e sarcasmo. Perché l’ironia è la soluzione per affrontare difficoltà che appaiono insormontabili.

// RIDICOLIZZARE PER AMARE. Imbattibile è la bravura di Bukowski nel ridicolizzare l’essere umano, esasperando l’assurdità delle sue abitudini. La donna sola che si concede al postino è un avvenimento folle, che però rientra nella logica umana dell’ossessiva ricerca di emozioni cogliendo ciò che capita perché si ha paura di cercarsene da sé.

Il linguaggio che ha consacrato lo scrittore, fatto di battute crude, humour nero e blasfemia, è il motore della dissacrazione continua di Post Office e delle altre opere. L’ambiente impeccabile delle poste americane diventa un bordello frequentato da alcolizzati e malati di mente, ennesima dimostrazione di come, per Bukowski – e forse anche per noi, le regole e le costrizioni che snaturano l’essenza umana sono talmente prive di senso da essere inapplicabili. Gli uomini fingono di muoversi entro di esse per far credere di rispettarle, quando invece le stanno eludendo. Un meccanismo ridicolo in cui Chinaski sguazza con leggerezza e sprezzo dei limiti, cacciandosi in un sacco di guai che diventano avventure strepitose.

Forse è questo il motivo per cui il protagonista ami ridicolizzare il meccanismo: la vita non è poi così male, se si hanno le capacità per rendere l’insospettabile lavoro di postino – senza nulla togliervi – una delle professioni più assurde e divertenti del mondo.

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2 thoughts on “Puoi sopravvivere come Chinaski

  1. La vita per Bukowski non era così male perché aveva capito che l’uomo non fa altro che attendere l’arrivo della Signora Morte [vedi Pulp, sempre di Bukowski].

    Trattenersi o trattenersi ha poca importanza. tanto vale non trattenersi.

    Evviva Charles !

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